arco di tito
1700m

enatus

populusque romanus

divo tito divi vespasiani f(ilio)

vespasiano augusto

Il senato e il popolo romano

al divino Tito, figlio del divino Vespasiano

Vespasiano Augusto

 

Questo arco, a pochi passi dal Colosseo, celebra il trionfo di Tito, non ancora imperatore, vincitore della guerra giudaica in Galilea, in seguito alla quale nel 70 fu distrutto il Tempio di Gerusalemme.

Ma rappresenta anche, per il tipo di costruzione e di rappresentazione, un passaggio epocale nell’arte romana, che proprio qui mostra di essersi affrancata dallo stile e dai modelli ellenistici.

Le sculture più interessanti sono quelle che si trovano sui pannelli laterali dell’unico fornice, essi rappresentano due fasi del trionfo: il primo mostra l'imperatore Tito, incoronato dalla Vittoria, sulla quadriga trionfale, circondato da figure allegoriche che rappresentano la Virtù, Roma e il Senato (o secondo altri il Popolo).


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Nell’altro pannello invece è raffigurato il bottino del saccheggio, da cui spicca il grande candelabro a sette braccia. Secondo una leggenda, in molti si erano contesi il diritto di portare il prezioso cimelio, che pare fosse interamente in oro, nel tentativo di impadronirsene, e che durante l’attraversamento di un ponte sul fiume la lite fosse proseguita tanto da provocare la caduta in acqua del candelabro che sarebbe andato perso. Si tratta però di una semplice storia: nessuno avrebbe mai osato sottrarre al bottino un oggetto così importante. 

L’affollamento dei personaggi scolpiti, una nuova concezione della spazialità, la disposizione delle figure sono tutti elementi di grande innovazione, che rendono ancora più prezioso questo monumento.

Inglobato nella fortezza Frangipane, ne fu liberato definitivamente grazie al restauro del 1823.

Non perdete l’occasione di attraversare questo spazio pensando che quasi duemila anni prima altri hanno potuto fare lo stesso.

Distanza da Pepoli Charming Guest House 1,7 km.